Plancton dallo spazio profondo

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Il Mar Mediterraneo è affascinante e prodigo di incontri fin dai primissimi centimetri di profondità. Con un po’ di attenzione e di fortuna, è possibile osservare organismi straordinari

 

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anche fissando il blu della colonna d’acqua dalla superficie: le correnti trasportano una miriade di strani animali pressoché trasparenti, a volte appena percettibili ad occhio nudo, spesso luccicanti di bioluminescenza: si tratta dello zooplancton.

Questa categoria racchiude tutti gli animali viventi nella colonna d’acqua e incapaci di opporsi al moto delle correnti; va da sé che molti di essi sono così piccoli da risultare invisibili ad occhio nudo, ma anche le grandi meduse, solo per fare un esempio, non essendo in grado di contrastare la forza delle correnti ne fanno parte a tutti gli effetti. Fra gli organismi più cospicui, spiccano molti esseri di consistenza molle e aspetto traslucido, e per questo gran parte del plancton visibile è detto “macroplancton gelatinoso”.

Ecco quindi che davanti ad occhi curiosi ed attenti possono passare, sospinte dalle correnti, diverse specie di meduse, la maggior parte delle quali assolutamente innocue per l’uomo; altri organismi appartenenti allo stesso Phylum, quello degli cnidari, sono i sifonofori, strani organismi che costituiscono colonie composte da centinaia o migliaia di individui, di forma medusoide con reti di lunghe estroflessioni finissime, spesso estremamente diafane con solo alcune parti ben visibili. Un noto sifonoforo è la temibile caravella portoghese, Physalia physalis, che però galleggia sulla superficie del mare e pertanto non rientra nel plancton.

Molto comuni, soprattutto durante le periodiche esplosioni demografiche cui sono soggetti, possono essere anche gli ctenofori, simili a navicelle spaziali ovali o nastriformi, privi di cellule urticanti e spesso meravigliosamente iridescenti. Ci sono poi le salpe, da non confondersi con gli omonimi pesci, che sono dei tunicati e quindi tra gli invertebrati i più vicini a noi, anche se a prima vista hanno ben poco da spartire con i vertebrati: piccoli barilotti trasparenti, con una grossa macchia gialla o rossastra, spesso riuniti in lunghe catene composte da decine o centinaia di individui.

Minuscoli sacchettini costituiti di tanti piccoli brillanti sono invece colonie di protozoi, organismi costituiti da una sola cellula, appartenenti al genere Collozoum.

 

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Nel plancton possiamo poi osservare anche gli pteropodi, piccoli molluschi dotati di una leggera conchiglia, larve di crostacei e di pesci, in generale tutta una pletora di stranissimi animali, ben lontani dalle forme a cui siamo abituati, tipicamente di dimensioni ridotte e quasi completamente trasparenti, ma talvolta dotati di macchie di colori, bioluminescenze ed iridescenze davvero sorprendenti.

Facendo snorkeling, si può quindi davvero gioire del ricco spettacolo che la corrente fa scorrere davanti ai nostri occhi, quasi come un film di fantascienza popolato di alieni strani ed affascinanti: un film il cui titolo potrebbe essere “Plancton dallo spazio profondo!”.

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