Ustica, mare di cristallo

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Quando la mia amica Donatella (come me) mi ha invitato ad unirmi a lei e al gruppo di amici per una vacanza ad Ustica, il mio pensiero è andato subito ad un’altra vacanza fatta dodici anni fa. Mi sono passati davanti agli occhi barracuda, cernie, spirografi giganti, nudibranchi, scogli e calette segrete. C’è voluto solo un istante per dire si, poi ovviamente sono venuti i problemi pratici, visto che la vacanza in questione era prevista da lì a qualche giorno… Dico dubbiosa alla mia amica <<potrò restare solo per il week end, non sarà facile trovare il volo>> e lei in tutta risposta mi manda un messaggio con tutti i voli disponibili.
In effetti, l’organizzazione è più facile del previsto. Un volo su Palermo di una compagnia low cost (ce ne sono da tutte le città italiane), un’ora e mezza su un comodissimo aliscafo e sono sull’isola.

WOW! E’ proprio come la ricordavo… acqua limpida come un cristallo, miriadi di pesciolini in acqua bassa, un paesino colorato e gente (i siciliani) che non puoi non amare…
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Prima tappa: la granita di Felice!
Non vuoto neanche le valigie, mi ci vuole subito di riassaporare una granita di gelso e sentire sulla pelle il profumo dell’isola.

Con la granita in mano si siedo davanti a quel mare e finalmente entro in modalità “vacanza”.

Ustica è un’isola vulcanica che ha avuto origine un milione di anni fa per la risalita di magmi profondi da una frattura distensiva del Basso Tirreno. Quello che si vede all’esterno è solo la vetta di una profonda montagna subacquea che si erge solitaria in un mare limpidissimo e ricco di plancton e nutrienti che attirano i pesci pelagici e nutrono i bentonici.

Non ci sono spiagge di sabbia, ma molte calette a cui si accede grazie a scenografici sentieri scavati in mezzo alle rocce. Non sempre i sentieri sono immediatamente visibili ma quando li scopri e ti portano al mare l’emozione è ancora più grande.

Le insenature consentono privacy ed intimità ed anche in piena estate si può trovare uno scoglio “privato” su cui fare la sirenetta, leggere un buon libro (suggerisco il gabbiano Jonathan Livingston o Oceano Mare che vi ispireranno senz’altro in questi luoghi) o… beh lascio le alternative alla vostra immaginazione!
Tra una… ehmmm… pagina di libro (o effusione) e l’altra non potete assolutamente mancare di snorkelare tra gli scogli affioranti. Detto tra noi, l’acqua è talmente limpida che vedrete pesci ed organismi marini anche dalla superficie all’asciutto, ma volete mettere il piacere dell’acqua rinfrescante e di nuotare proprio dentro  un acquario.

Ovviamente io ho messo la testa in acqua già il primo pomeriggio, subito dopo la granita di cui sopra (impossibile resistere… ad entrambe).

Il cielo aveva già assunto i colori caldi e dorati tipici del tramonto ed in terra come in mare, quel periodo che intercorre tra il giorno e la notte è sempre il più calmo e rilassante. Preparo maschera e pinne ed entro in acqua. Caspita, è caldissima! In superficie ci sono 27/28 gradi… temperature tropicali direi.
Nei primissimi centimetri (si avete capito bene, proprio centimetri) vedo tutta una fila di pomodori di mare che altro non sono che dei bellissimi anemoni (Actinia equina). Poco più in profondità ci sononumerose attinie (Anemonia sulcata). Eh già, sono entrambi parenti di quelli che ospitano i pesci pagliaccio! Mi allontano solo di poco da quello scoglio e vedo nuvole di castagnole azzurro-nere. Stanno cambiando livrea dall’azzurro fluo dei giovani al nero degli adulti e sono veramente fantastiche. Mi lascio avvolgere da loro… chi se ne frega, potrei anche stare qui per sempre!
Vengo distratta da una bavosa. E’ su una roccia, a meno di 50 centimetri di profondità, serenamente adagiata su un prato di alghe. Mi fermo davanti a lei cercando di non spaventarla. Mi guarda con quegli occhi grandi e la faccia simpatica. Dopo diversi minuti, mi rendo conto che forse sono un po’ indiscreta e la lascio sola.
I blennidi, chiamati anche bavose, si trovano in tutti i mari e vivono sul fondo, avendo perso del tutto la vescica natatoria. Il loro nome volgare di bavosa è dovuto al fatto che non hanno più le squame e sono avvolte da abbondante muco che le protegge anche fuori dall’acqua per brevi periodi.

Proseguo la mia passeggiata in acqua leggermente più profonde. Ci sono buchi e grotte tra gli scogli e notogranchi e gamberi che cominciano e venire fuori per la ricerca notturna di cibo. Ci sono piccoli saraghi e gruppi di salpe che mi sfilano accanto senza nessun timore. La costante è certamente questa totale assenza di paura dei pesci dovuta sicuramente all’area marina protetta ed al rispetto che viene dato loro.

Beh è tardi, ormai il sole si è tuffato in mare ed è ora di uscire anche per me… mi aspetta un ottimo aperitivo a base di prosecco! Anche questa parte della vacanza è molto importante…

Vi racconterò il resto delle mie avventure Usticesi la prossima settimana… A presto!

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